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Altair Viaggi e Turismo

 Tour Sardegna

Le nostre proposte


Nord Sardegna (4 gg.)

Sardegna classica (8 gg.)
 

Cos’è la Sardegna
Appena più piccola della Sicilia, la Sardegna è la seconda isola del mediterraneo per estensione, ma è anche un “mini continente” per le notevoli varietà di ambienti naturali e umani che la caratterizzano.
Secondo la leggenda il Creatore la “assestò” con il suo piede, dandole l’impronta di un sandalo: Ichnusa e Sandalyon sono infatti i suoi nomi più antichi, attribuitigli da greci e fenici.
La conoscenza dell’isola da parte di un gran numero di visitatori si risolve quasi sempre in poche frasi che sono altrettanti luoghi comuni: l’isola dei pastori, dell’Aga Kan e della Costa Smeralda, dei nuraghi, dei fichi d’india, dei mamuthones (le maschere carnevalesche di Mamoiada), e naturalmente “isola dei banditi”.
Da queste definizioni sfuggono però i sempre più numerosi “turisti intelligenti”, desiderosi di vedere ma anche di comprendere una così varia realtà.
Il viaggiatore che vuole conoscere l’isola, fin dal primo impatto con la terra sarda deve capire che il suo viaggio di scoperta è un “viaggio d’ambiente” inteso soprattutto come continua visione di incontaminati ambienti naturali: spiagge deserte e immense, isolette selvagge, boschi e macchie a perdita d’occhio, prati delineati da muretti a secco, rare casette coloniche, animali al pascolo, distese di colline la cui altezza raggiunge in media i 700 metri, ma che si rivelano spessissimo impervie e scoscese come vere montagne. In più, quasi ovunque, affiora la viva roccia a dare un’impronta inconfondibile al paesaggio, nelle immense distese della solitaria campagna.

L’ambiente naturale
Seconda isola del Mediterraneo, per estensione e densità di popolazione, la Sardegna ha una superficie di 24.089 kmq, comprese le isole minori che numerose la circondano, e fra le quali sono da ricordare Sant’Antioco, San Pietro, l’Asinara, La Maddalena e Caprera. Essa conserva uno degli ambienti naturalistici più importanti non solo d’Italia, ma dell’intera Europa.
Le coste hanno la caratteristica di essere parallele nei due versanti occidentale e orientale, mentre al settentrionale Golfo dell’Asinara corrisponde al sud l’ampio Golfo degli Angeli. Le coste a falesia, prevalentemente calcaree, si trovano nel settore nord ovest (Capo Caccia), in quello centro orientale (Golfo di Orosei) ed in quello sud occidentale (coste del Sulcis); le altre coste (granitiche e basaltiche) in genere sono meno alte, ma spesso anch’esse poco accessibili; la loro impervia giacitura s’interrompe solo nelle vaste scogliere e nelle spiagge, talvolta molto estese, che si trovano presso le foci di fiumi e torrenti. La costa nord orientale della Gallura, in particolare, è caratterizzata dalla presenza di numerose insenature, dovute alla sommersione di antiche valli fluviali.
Il clima, tipicamente mediterraneo, è mite d’inverno e caldo d’estate: le precipitazioni sono più frequenti al nord e nel versante occidentale, ma globalmente le giornate di pieno sole variano dalle 200 alle 230 nel corso dell’anno.

L’Archeologia
Uno degli aspetti più caratteristici dell’isola è dato dai numerosissimi nuraghi, torri preistoriche costruiti con massi rozzamente squadrati, utilizzati dai protosardi come abitazioni, luoghi di culto e fortezze tra il 2000 e il 300 a.C. Intorno ad essi sorsero numerosi i villaggi, formati da tipiche capanne di pietra e frasche che, quasi uguali, sono ancora costruite e utilizzate dai pastori di alcune zone dell’isola. Notevoli anche le sepolture che si distinguono in due tipi: le domus de janas (case delle fate), prevalentemente le più antiche, sono costituite da ambienti singoli o complessi e intercomunicanti, ma comunque di varie dimensioni, che venivano scavati nella roccia; le tombe dei giganti sono invece formati da una camera allungata, ottenuta con la disposizione ortostatica (cioè con file di due pietre infisse verticalmente nel terreno ed una terza, sempre piatta, posta sopra) di lastre rocciose rozzamente lavorate, e precedute da un’alta stele scolpita.

L’Architettura Ecclesiastica
Le più antiche chiese che si possono visitare nell’isola risalgono all’incira all’anoo 1000. Sono della massima importanza per lo studio dell’architettura romanica , soprattutto se si considera che la Sardegna e la Toscana vengono considerate le regioni dove si è conservato il maggior numero di edifici realizzati in quello stile. La chiesa più importante è quella di S. Saturno a Cagliari che, insieme alla basilica di S. Gavino a Porto Torres, rappresenta uno dei monumenti romanici più importanti d’Italia.
Ad esse si affiancano la chiese, basiliche, cattedrali ed anche semplici santuari campestri. Sono edifici talvolta intatti, o modificati nei secoli, ma che spesso conservano eccezionali caratteristiche architettoniche: tra le più importanti citiamo S. Sabina a Silanus (NU), affiancata dall’omonimo nuraghe: la basilica di Saccargia a Codrongianus (SS); S. Maria a Uta (CA); S. Platano a Villaspeciosa (CA); S. Pietro di Sorres a Borutta (SS). Alcune di queste chiese, seppur limitatamente, preludono allo stile gotico, che si sviluppa in Sardegna dal XIV al XV secolo, e del quale sono esempio la cattedrale di Sassari e quella di Alghero.
Lo stile barocco si afferma a partire dal XVIII secolo con pochi esempi di chiese ( fra le più importanti la cattedrale di Cagliari e quella di Ales, OR ) e diverse modifiche di chiese preesistenti, generalmente settecentesche.

L’Etnografia
Risultano di fondamentale interesse etnografico sia le solennità e le feste popolari, sia le varie artistiche forme del tipico artigianato locale. Le une e le altre rivelano ancor oggi un notevole attaccamento al passato e alle sue più genuine tradizioni: i fastosi e simbolici riti delle antiche cerimonie nuziali, recentemente ripristinate non solo per ragioni turistiche, ma proprio per far perdurare l’incontro tra la collettività ed il culto per la nobile storia dei paesi; le solenni celebrazioni che durante la settimana santa si svolgono in ogni parte dell’ isola; la magnifiche e suggestive processioni sul mare; le più famose sagre come la Sartiglia nel carnevale di Oristano o i candelieri di Sassari, spesso istituite in segno di ringraziamento dopo alcune gravi pestilenze del XVI e XVII secolo; le gioiose e autentiche feste patronali, accompagnate da grandiosi pranzi per migliaia di persone, come in Barbagia ed in Gallura. E ancora le più solenni e meditate commemorazioni dei Martiri Turritani ( Porto Torres, SS ) o del Martire S Efisio ( Cagliari ), patrono della Sardegna, quest’ultima è accompagnata da una sfilata di migliaia di costumi di tutta l’isola, ma poi ritorna nella sue dimensioni di viva religiosità nel lungo tragitto che la statua compie fino a Nora, luogo del martirio; dunque si svolge in due tempi, quello civile e quello della devozione, esattamente come nelle celebrazioni del Redentore di Nuoro. Infine, la Cavalcata di Sassari è invece esclusivamente civile.

 



Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.

Italo Calvino


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